L’ECOGRAFIA

In una riserva nazionale era stato avvistato un leone in pessimo stato di salute: l’animale infatti ha attirato l’attenzione dopo aver partorito. L’uomo che si occupava del grande felino ha chiamato il veterinario il quale a sua volta ha allertato la polizia. Le forse dell’ordine si sono precipitate subito sul posto per verificare cosa stesse accadendo.
Era evidente che il leone avesse bisogno di aiuto ma il veterinario non poteva risolvere da solo il problema. Come se non bastasse il leone necessitava di intervento chirurgico poiché una semplice osservazione allo stomaco non era sufficiente: pare proprio che nel suo stomaco fosse presente qualcosa di non meglio identificato.
L’INTERROGATORIO.

Appena arrivata sul posto la polizia si è data subito da fare. La preoccupazione di colui che si occupava del leone era quella della sedazione: come fare con un animale di così grandi dimensioni?
La polizia era intervenuta non solo per offrire aiuto ma anche per sottoporre il ranger ad alcune domande di routine. Il sopralluogo improvviso delle forze dell’ordine aveva sorpreso il ranger che comunque era certo di non aver commesso alcun illecito. Proprio per questo motivo egli non ebbe esitazione a rispondere alle domande.
CHE SORPRESA!

George aveva dunque risposto alle domande nel modo più dettagliato possibile. L’uomo lavorava da molti anni come ranger e si occupava degli animali selvatici. Mentre rispondeva alle domande che gli rivolgeva la polizia, le sue orecchie percepivano stralci di conversazione provenienti dalla sala operatoria.
George era solito osservare con attenzione tutti i leoni di quell’area e la sua esperienza da ranger lo aveva aiutato negli anni a comprendere bene il loro comportamento. Il suo ruolo era proprio quello di accudire gli animali vigilando sul loro benessere e sulla loro sicurezza.
IL LEONE XXXL

George stava percorrendo la consueta strada, quando notò qualcosa di insolito e si fermò. Il ranger aveva strizzato meglio gli occhi per capire ciò che aveva di fronte. Si sentiva stanco, forse non vedeva nitidamente. Si avvicinò e rimase sconcertato di fronte alla scena che gli si parò davanti agli occhi.
Non era sicuro di ciò che stesse accadendo, come mai c’era così tanto da stupirsi? Era ovvio che qualcosa non andava e George lo avrebbe scoperto molto presto. La sua intenzione era di arrivare fino in fondo a questa storia.
UN LEONE GIGANTESCO

George, nella sua pluriennale esperienza da ranger, aveva visto tantissimi animali ma un leone come questo davvero non lo aveva mia visto. Il felino aveva dimensioni spropositate! Il ventre inoltre era abnorme: al di là della sua stazza il ranger notò che qualche cosa non andava.
Eppure, nonostante le dimensioni, il leone non stava affatto bene. Aveva il ventre talmente gonfio che sembrava dovesse esplodere da un momento all’altro. Il povero leone stava chiedendo aiuto e purtroppo George non sapeva come aiutarlo. Riflettendoci meglio, pensò che magari i suoi colleghi ranger avrebbero potuto fare qualcosa.
S.O.S

George decise di avvicinarsi al leone. Inizialmente era spaventato ma il suo dovere di ranger lo richiamava a prestare attenzione agli animali, unitamente al suo amore per loro che lo aveva spinto a fermarsi appositamente per aiutare il grande felino.
Come prima cosa egli doveva scoprire la causa di quel rigonfiamento anomalo del ventre del leone. George, infatti, aveva consultato subito il suo superiore. Quest’ultimo aveva suggerito al ranger di avvicinarsi al grande felino con estrema cautela. Lui lo avrebbe fatto sicuramente, anche perché doveva intervenire tempestivamente per salvare il leone.
COME AVVICINARSI AL LEONE

I ranger colleghi di George si stavano muovendo per raggiungere il luogo mentre lui aveva deciso di avvicinarsi al leone con determinazione e coraggio.
I leoni sono animali maestosi e territoriali per cui possono reagire di istinto. Il grande leone infatti aveva rivolto a George uno sguardo gelido. Il felino lo stava guardando: forse voleva attaccarlo? Era un momento estremamente delicato, bisognava procedere con cautela. George stava riflettendo su come agire per risolvere il problema.
UNA POSSIBILE SOLUZIONE

I ranger colleghi di George erano giunti sul posto dopo aver risposto alla chiamata dell’uomo. Immediatamente essi hanno verificato che qualcosa non girava e dopo aver valutato la situazione gli avevano urlato di tenersi indietro.
I ranger avevano notato che il leone stava soffrendo per cui avrebbe potuto attaccando istintivamente per potersi difendere. Del resto anche loro erano alla ricerca di una possibile soluzione per aiutare il leone. Sono dunque riusciti a fare qualcosa? Leggi di seguito e lo scoprirai.
CORRERE DAL VETERINARIO

I ranger avevano constatato che si rendeva necessario l’intervento di un veterinario, per cui stavano cercando qualcuno che potesse rintracciarlo. Il ranger aveva dunque chiamato il veterinario discutendo a lungo con lui.
Subito dopo la conversazione sulle condizioni del leone, il ranger era sbiancato per lo shock, era incredibile ciò che aveva udito. L’espressione del suo viso era tale per cui anche gli altri ranger si erano preoccupati. Si misero a parlare sommessamente per trovare la soluzione più opportuna e il ranger che aveva accompagnato il veterinario si unì alla discussione.
DISTANZA DI SICUREZZA

Il veterinario invitò i ranger a uscire dalla zona in cui si trovava il leone poiché le probabilità che lui potesse attaccarli erano molto elevate. Aveva chiesto agli altri ranger di intervenire con la sedazione. Un leone che soffre potrebbe reagire male proprio perché è in uno stato di sofferenza, non perché voglia fare del male in maniera premeditata.
Soltanto la sedazione avrebbe potuto calmare il leone cosicché si sarebbe scoperto la causa del suo malore. Non c’erano altre soluzioni se non quella di rendere inoffensivo il felino.
LA SEDAZIONE

George si era sincerato che i suoi colleghi ranger avessero messo i sicurezza tutta l’area in modo tale da consentire l’avvicinamento del veterinario. George conosceva bene tutti i leoni di quella zona quindi sapeva come sedarlo.
Egli aveva il compito di garantire che tutto potesse svolgersi nel modo più corretto e agevole possibile senza alcun tipo di imprevisto. George, i suoi colleghi e il veterinario stesso, avevano studiato un piano infallibile per aiutare il leone. Solo il tempo ne avrebbe decretato la riuscita o meno.
LEONE FINALMENTE SEDATO!

È triste vedere un animale cosi fiero e potente come il leone soffrire così tanto e sentirsi impotenti. I ranger, tuttavia, stavano facendo del loro meglio per aiutare il grosso felino.
Finalmente il leone era stato sedato correttamente poiché non aveva mostrato alcun segno di aggressività o ribellione verso il ranger. Tutto ciò era di buon auspicio dal momento che fra poco si sarebbe scoperta la causa del rigonfiamento addominale del povero leone. In questo modo avrebbero risolto il problema, salvando l’animale da quella sofferenza.
LA SEGNALAZIONE.

I ranger avevano visto il ventre del leone gonfio in modo animalo. George aveva richiamato il veterinario per comunicare quello che avevano scoperto.
Ovviamente anche i ranger erano curiosi di sapere cosa fosse accaduto al leone ma appena il veterinario apprese di che si trattava, il tono della sua voce era totalmente cambiato. Forse il leone era malato? Il veterinario sarebbe stato in grado di pervenire a una diagnosi e curare il felino? Di sicuro i ranger speravano per la salvezza del leone e per questo volevano garanzie da parte del veterinario.
GONFIORE ADDOMINALE SOSPETTO.

Il rigonfiamento anomalo era localizzato in un punto preciso del corpo, ovvero alla bocca dello stomaco: sembrava dunque che qualcosa volesse entrare nello stomaco ma al tempo stesso non ci riusciva.
I ranger avevano capito che c’era qualcosa che ostruiva lo stomaco del leone ma non riscrivano ancora a capire di cosa potesse trattarsi nello specifico. Nonostante ci avessero riflettuto parecchio, non erano riusciti a trovare una risposta plausibile, del resto non avevano mai visto una situazione come quella. L’intera riserva era stupita e tutti si erano riuniti per avere lumi.
PROSSIMO STEP

Era altamente probabile che il leone avesse ingurgitato qualcosa di inidoneo e ora aveva bisogno urgentemente di intervento chirurgico per aver salva la vita. I ranger lo speravano tanto!
Il tempo scorreva e bisognava fare in fretta. I ranger non sapevano bene cosa fare, avevano chiamato il veterinario per una diagnosi effettiva ma il dottore avrebbe dovuto essere sul posto al momento giusto. Trasportare il leone era improbabile, per cui i ranger speravano che il veterinario giungesse direttamente sul campo.
IL LUOGO ESATTO.

Purtroppo, il veterinario si trovava in un luogo distante, per cui era assai difficile raggiungere il ranger. Le difficoltà in certi momenti di questa situazione sembravano essere più forti delle opportunità di trovare le soluzioni.
Come se non bastasse, era anche l’ora di punta e il veterinario sarebbe rimasto bloccato in auto chissà per quanto tempo. Eppure, doveva fare in fretta per salvare il povero leone. Tutti si stavano organizzando per cercare di superare le difficoltà affinché il veterinario potesse raggiungere il luogo al più presto possibile.
LA VISITA IN SEDE

Alla fine, uno dei ranger si era offerto di andare a prendere il veterinario, che abbiamo scoperto essere una donna. Purtroppo, però avrebbe impiegato molto tempo per recuperarla. Bisognava tentare il tutto per tutto per il bene di quel povero leone che continuava a soffrire.
All’interno del quartier generale dei ranger erano presenti altre persone che conoscevano bene la posizione dei ranger e sapevano dunque come raggiungerli. La veterinaria doveva raggiungere il quartier generale per poter salvare il leone. Se i ranger avessero trovato il sistema, la dottoressa ce l’avrebbe fatta.
ATTRAVERSO LA SAVANA

Dopo avere informato il responsabile di ciò che stava accadendo, si offri personalmente di aiutare la veterinaria utilizzando la sua jeep robusta per attraversare la savana. Non era certo una passeggiata!
La veterinaria era consapevole che il viaggio sarebbe stato movimentato e disagevole come infatti si rivelò. Il terreno era impervio e faticoso da attraversare. Giunti al termine del viaggio, la veterinaria era piuttosto scossa ma determinata ad arrivare per tempo. La sua missione era diventa salvare al più presto quel povero leone
UN VIAGGIO LUNGO

Il percorso era durato 3 ore ed era stato snervante: non si sarebbe mai aspettata la veterinaria di dover affrontare quel giorno un percorso così lungo per poter salvare un povero leone. Era però necessario farlo per il bene dell’animale La veterinaria aveva pensato se stava facendo davvero la cosa giusta nel cercare il leone.
Il felino in effetti sembrava in condizioni critiche. La veterinaria pensava agli altri animali che aveva lasciato nella sua clinica, chi li avrebbe curati? Però era la cosa giusta da fare in quel momento.
L’ATTESA DEL VETERINARIO

Anche i ranger stavano aspettando con impazienza l’arrivo della veterinaria che stava impiegando molto tempo per arrivare sul luogo. Il leone avrebbe resistito? Le sue condizioni apparivano gravi e non poteva attendere oltre.
Inoltre l’effetto del narcotico stava terminando e il leone stava mostrando segni di impazienza, si muoveva molto e cercava di allontanarsi da quel luogo. Eppure il felino avrebbe aspettato molto prima di muoversi ancora da li. I ranger erano indecisi sul da farsi: attendere il veterinario o seguire le sue istruzioni?
ORA CONTROLLIAMO IL RIGONFIAMENTO

Il leone era sedato e finalmente la veterinaria poteva controllare questo rigonfiamento addominale anomalo con tranquillità. Col felino dormiente, era più semplice per lei agire con una visita accurata. Doveva capire in breve tempo che cosa stesse succedendo al povero animale e contrastare la causa di così tanto malessere.
La dottoressa prese subito il kit chirurgico appartenente al quartier generale dei ranger e afferrò gli strumenti del mestiere. Come prima cosa doveva eseguire una ecografia per capire cosa avesse causato quel rigonfiamento così sospetto.
Il risultato dell’ecografia

Dopo aver eseguito e l’ecografia e aver esaminato il referto, la veterinaria è rimasta impietrita. Immediatamente la dottoressa ha allertato la polizia, sospettando losche attività.
Si rendeva necessario un intervento chirurgico immediato, la polizia era già sul luogo per cui si poteva eseguire tempestivamente senza perdere tempo.
La polizia però dovette fare alcune domande a George. Come mai interrogare proprio lui? Anche gli altri ranger erano meravigliati da questa situazione, non capivano il motivo.
LA CONFERMA DEL SOSPETTO

Dopo aver visto il referto dell’esame ecografico dello stomaco del leone, il veterinario è rimasto di sasso. Stava sospettando qualcosa. In effetti il sospetto è stato confermato dalla scoperta che qualcosa aveva ostruito la bocca dello stomaco del felino. Quest’ultimo aveva ingoiato un oggetto rimasto bloccato all’interno del suo corpo.
Purtroppo gli enzimi digestivi dello stomaco del leone non sono riusciti a dissolvere l’oggetto, causando quindi il rigonfiamento. Al veterinario restava solo un’altra cosa da fare. Quale? Che sarebbe accaduto?
L’INTERVENTO CHIRURGICO

Dopo aver chiarito che un oggetto di incerta identificazione aveva occluso la bocca dello stomaco del leone, il veterinario decise di intervenire chirurgicamente per rimuoverlo. Per eseguire tutto questo era necessaria la presenza di una figura professionale competente che potesse svolgere l’intervento con estrema precisione.
Il veterinario era perfettamente in grado di eseguire l’intervento chirurgico nonostante esso comportasse alcuni rischi inerenti il fatto di trovarsi nella savana. Davvero una grande sfida!
L’ESTRAZIONE

Il veterinario ha eseguito l’intervento sul leone con estrema attenzione e precisione, considerata la situazione insolita e tenuto conto del gonfiore addominale notevole.
Col bisturi, il veterinario ha inciso la pelle, il muscolo e l’esofago, fino a raggiungere il punto esatto del rigonfiamento. Enorme la sorpresa di tutti appena videro di cosa si trattava. Di certo ciò che usci dallo stomaco era ben oltre qualunque forma di immaginazione. Cosa aveva ingoiato dunque il leone? Che cosa c’era nel suo stomaco?
DI CHE SI TRATTA?

Dopo aver aperto lo stomaco del leone, il veterinario ha ispezionato meglio il contenuto trovando un pezzo di carne non digerito che ostruiva la cavità addominale. Per questo motivo tutta la zona si è gonfiata a dismisura. Osservando meglio l’interno dello stomaco, la veterinaria ha visto qualcosa davvero sorprendente!
Ecco perché la polizia ha fatto alcune domande a George. Nello stomaco del leone c’era qualcosa che brillava: forse né il ranger né il veterinario avevano visto mai qualcosa del genere ed erano rimasti meravigliati.
IL MICROCHIP

All’interno del pezzo di carne il veterinario notò qualcosa che non avrebbe mai dovuto essere presente nello stomaco del leone. Trattavasi di un microchip incastrato li dentro e proprio per questo la polizia rivolse alcune domande a George.
George aveva forse qualche idea su questo microchip. Era a conoscenza di alcuni fatti su incontri con alcune figure misteriose nella savana. Dopo averne parlato tutti rimasero di stucco: perché George non lo aveva detto prima?
PIU’ INFORMAZIONI

Il microchip era interessante. Giorni prima, George aveva intercettato alcuni bracconeri con questo disposivito e lo aveva confiscato subito. Senza perdere tempo, lo aveva consegnato agli agenti. Uno di essi ha riconosciuto subito il dispositivo dal momento che qualcun altro era stato fermato con lo stesso apparecchio.
Ora bisognava capire come procedere con questo dispositivo: di certo la decisione sarebbe stata di competenza delle autorità preposte.
CHIUDERE E RICUCIRE

L’intervento chirurgico sul leone era andato bene. Il microchip era stato rimosso e finalmente il leone era salvo. Il veterinario ha chiuso e suturato lo stomaco del grande felino che si sarebbe ripreso presto.
La veterinaria si è anche sincerata che la salute del leone fosse in condizioni ottimali. In caso di emorragia o altri imprevisti preoccupanti, avrebbe dovuto interrompere l’intervento.
LIETO FINE NELLA SAVANA

Gli animali appartengono alla natura selvaggia che rappresenta la loro casa. Quando il leone protagonista di questa storia si è risvegliato dall’anestesia, era ancora un po’ stordito e confuso. Trascorsi pochi minuti si è ripreso completamente iniziando a camminare velocemente, meglio di quanto potesse fare prima dell’intervento. Anche i medici si sono sentiti sollevati.
Il leone è tornato nella savana, la sua terra d’origine. Qui finalmente ha ritrovato la serenità che lo avrebbe aiutato a vivere felice.